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Igiene e prevenzione

La malattia parodontale (piorrea)

La malattia parodontale, comunemente conosciuta come piorrea, è una patologia cronica che colpisce i tessuti di supporto del dente — gengiva, legamento parodontale e osso alveolare — determinando, se non trattata, una progressiva perdita di attacco e, nei casi più gravi, la mobilità e la perdita dei denti.

Si tratta di una condizione multifattoriale, in cui l’accumulo di placca batterica rappresenta solo uno dei molteplici elementi scatenanti. Le più recenti ricerche hanno infatti evidenziato il ruolo determinante di fattori sistemici (come stress, disordini ormonali, patologie metaboliche o cardiovascolari) e di alterazioni del sistema masticatorio e posturale nel contribuire all’instaurarsi e al mantenimento della malattia.

Nel nostro studio adottiamo un protocollo terapeutico personalizzato e progressivo, volto non solo alla cura ma soprattutto alla prevenzione e al mantenimento a lungo termine della salute parodontale.

Protocollo di trattamento parodontale

  1. Seduta di igiene preliminare
    Prima fase dedicata alla detersione meccanica delle superfici dentarie mediante ultrasuoni, per rimuovere le concrezioni calcaree e le incrostazioni superficiali che ostacolano la corretta valutazione clinica.
  2. Compilazione della cartella parodontale
    Viene effettuata una misurazione accurata della profondità delle tasche parodontali e registrato lo stato dei tessuti gengivali. Questa fase consente di impostare il piano terapeutico e monitorare nel tempo l’evoluzione della patologia.
  3. Levigatura radicolare (scaling e root planing)
    Attraverso sedute successive, eventualmente in anestesia locale, si procede alla rimozione della placca batterica e del tessuto infetto dalle superfici radicolari e dalle pareti interne delle tasche non accessibili. Questa fase mira a favorire la guarigione dei tessuti e a ridurre la carica batterica profonda.
  4. Terapie con Laser e Olio Essenziale Ozonizzato
    Le tasche più profonde o resistenti vengono trattate con laser e irrigazioni a base di olio essenziale ozonizzato. L’azione combinata consente una decontaminazione profonda, la riduzione dell’infiammazione e la stimolazione della rigenerazione tissutale.

    In particolare, nei casi in cui la profondità di sondaggio rimanga superiore ai 4 mm anche dopo le terapie conservative, il Laser Neodimio YAG pulsato — utilizzato nel nostro studio — permette un’azione mirata e potente, senza danni ai tessuti sani. Associato all’ozono, consente di modificare l’ecosistema batterico a sfavore dei microrganismi anaerobi, favorendo la guarigione dell’epitelio sulculare.

  5. Verifica dei risultati e documentazione clinica
    Dopo il trattamento vengono ripetute le misurazioni parodontali e realizzati rilievi fotografici per confrontare i risultati ottenuti. Questo permette di identificare eventuali zone residue di rischio e di pianificare interventi mirati o correttivi.
  6. Educazione e motivazione all’igiene domiciliare
    Il successo a lungo termine dipende in gran parte dalla collaborazione del paziente. Durante una seduta dedicata, vengono illustrati i corretti metodi di igiene orale, personalizzando la scelta degli strumenti più idonei (spazzolini, scovolini, fili o nastri interdentali, idropulsori, ecc.) e fornendo istruzioni dettagliate per la manutenzione quotidiana.
  7. Programma di mantenimento periodico
    Una volta completata la fase terapeutica, viene stabilito un piano di richiami periodici (ogni 3, 4 o 6 mesi a seconda del caso) per monitorare la stabilità dei risultati, prevenire recidive e mantenere il controllo del biofilm batterico.

Terapie complementari e considerazioni sistemiche

L’impiego di terapie farmacologiche — antibiotiche o antifungine, sistemiche o locali — viene valutato con estrema cautela, poiché un uso prolungato può alterare l’equilibrio della flora batterica e ridurre l’efficacia nel tempo. Tali farmaci vengono quindi riservati esclusivamente ai casi di stomatite acuta o infezioni specifiche.

Qualora gli interventi conservativi non risultassero pienamente risolutivi, si procede con un’analisi più approfondita del sistema masticatorio e posturale per individuare eventuali fattori biomeccanici o funzionali che contribuiscono al mantenimento della patologia.

Una visione moderna della parodontologia

La moderna odontoiatria considera la salute parodontale come il risultato di un equilibrio complesso tra fattori locali, sistemici e funzionali.

Non si tratta solo di eliminare la placca batterica, ma di ristabilire un’armonia biologica tra denti, gengive, articolazione temporo-mandibolare, postura e stile di vita del paziente.

L’obiettivo finale del nostro approccio è preservare nel tempo la funzione masticatoria, l’estetica del sorriso e il benessere generale dell’organismo, in un percorso di salute condiviso tra paziente e professionista.

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STUDIO COMPARATIVO DELL’EFFICACIA DI OLIO OZONIZZATO NELLE GENGIVOSTOMATITI RISPETTO AI TRATTAMENTI TRADIZIONALI 

Presentato al congresso di parodontologia presso il Collegio dei Docenti a Roma il 5/8 aprile 2006.

A.Cagnazzi, M.Casini, E.Calzavara, R.Monguzzi, M.Baldoni

Uno studio su 160 bambini affetti da gengivostomatite aftosa di età compresa tra 0 e 15 anni è stato condotto usando olio ozonizzato micronizzato nel cavo orale. La sintomatologia comprendeva febbre, anoressia, ipersalivazione, dolore gengivale, astenia e irrequietezza durante la fase evolutiva della malattia. Un gruppo di 60 bambini è stato trattato giornalmente con olio ozonizzato mentre i restanti sono stati suddivisi in tre gruppi controllo trattati con diverse sostanze disinfettanti del cavo orale. Nel gruppo trattato con olio ozonizzato si è ottenuta la guarigione e la scomparsa delle lesioni nel 75% dei casi tra il 3° e il 7° giorno di trattamento dimostrando una significativa efficacia rispetto agli altri gruppi controllo. La caratteristica germicida dell’olio ozonizzato e l’ottima tollerabilità indica questo agente quale il più indicato nei casi di gengivostomatite sia in bambini che in adulti.